
tra scherzo e seduzione
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Il sole rugginoso
dell’autunno avanzato
cristallizza pensieri,
che s’aprono nell’aria
in nitidi frammenti;
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tra scherzo e seduzione
ti distendi sul letto
disfatto dall’attesa,
anneghi nel momento
intervalli di oblìo,
liquidi gesti muti.
-
Nello stupore inquieto
di un arido respiro
il filo della voce che,
al limite, si spezza,
nega l’istante,
si fa attento sul nulla,
tra sillabe impietrite,
silenziose parole,
sedute sulle labbra.
-

.
trame illusorie
-
Preparo un set cucito
di respiri, di ansie rapprese,
di memorie squadrate
a tinte forti
come un'austera tela
di Mondrian,
distesa su deserti
senza fine;
-
lascio la pelle ordire
obliqui vuoti
nelle trame illusorie
dei pensieri;
-
scopro varchi
inattesi, muti spazi
di bianco,
dove limpidi puma,
in perfetta armonia
col circostante,
respirano l'azzurro
del mattino.

Ad A.B.
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ormai un ricordo
-
E' ormai un ricordo
il tuo delirio,
-
la tua sete d'amore
sospesa nel vuoto
in assenza di gravità,
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l'ossessione
di una mano avara
che non ti accarezza,
-
l'attesa del tuo corpo
nella noia
di fragili penombre.
-
Ora il tuo sentiero
mi appartiene,
-
riconosco tutti i sassi
e i cespugli,
ogni sensuale increspatura
del suo ritmo sinuoso,
-
respiro i riflessi dorati
della tua pelle
profumata di muschi
e di licheni:
-
nulla più ti frantuma.

a S.
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un momento perfetto
-
Il vento fresco da Nord
increspa il respiro delle onde
del mare d'ottobre,
si esaurisce in frammenti di schiuma
sulla spiaggia deserta di voci;
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ritorni bambina nei gesti,
raccogli rametti contorti,
pietruzze rotonde addolcite dal tempo,
conchiglie di rosa screziate
tra grani di sabbia argentata:
-
s'allarga il tramonto nell'aria
intrecciando col filo sottile
di un fragile vetro azzurrino
un momento,
un istante perfetto.
-
.
amori di cristallo
-
un ramo di corallo
rompe il bianco essenziale
dell’ampio décolleté
-
mi guardi con cautela
cerchi risposte fatue
a enigmi ormai svaniti
-
stratifichi emozioni
nel gioco dei rimbalzi
tra l’occhio e la memoria
-
eppure basterebbe
una virata lenta
su rotte arabescate
di amori di cristallo
-
un semplice planare
di un aliante nel blu
.
.
la stanza
.
nel silenzio autunnale
preparo una stanza
con pareti di cristallo
.
il letto è un'isola leggera
come una libellula regale
carezzata dal vento
.
evoco spiagge deserte
aperte alle onde del mare
sotto il sole d’estate
.
socchiudo gli occhi
nell’eccesso di luce
della tua nudità irreale
.
annego la mia fantasia
respirando il tuo corpo
nell’aria azzurra del mattino
.
e l’incanto del tuo amore
sospende il mio pensiero
come un bozzolo a mezz'aria

Incantidiversi si concede una lunga pausa e vi dà appuntamento a settembre con nuove composizioni. Io continuerò a scribacchiare su Zenblog, anche se a regime ridotto, vista la bella stagione che più si concilia con la vita all'aria aperta.
Aggiornamento (11 giugno 2005). Da qualche giorno, edito dalla kultvirtualpress, è on-line l’e-book Fughe a due, che raccoglie gran parte delle poesie di questo blog. Chi di voi ha avuto la benevolenza di apprezzarle può così scaricare gratuitamente il libro elettronico e salvarlo sul proprio PC (consiglio di scegliere l’estensione ‘.exe’) per poi sfogliarlo tranquillamente off-line. Su tutte le pagine (tranne la copertina) troverete una freccina in alto che, clickata, scoprirà un menù a tendina, con le varie opzioni. L'e-book di Meltèmi è sempre disponibile per il download. Sperando di farvi cosa gradita vi saluto, tutti, affettuosamente. A presto. Alain

le vetrine si allungano
in uno stretching ondulato
intarsiando colori
sullo specchio increspato del canale
disegni passi regolari
tra aiuole fiorite di rossi tulipani
e camere sonnolente
scavate a pelo d'acqua
.
la pioggia confonde linee astratte
protegge i tuoi gesti
ne segue il ritmo
con lieve seduzione
le fronde dei platani
gocciolano universi trasparenti
che si infrangono
respirati dall'aria

la musica scompiglia deboli pensieri
satura l'abitacolo isolato come una bolla d'aria
l'asfalto è lucente lenzuola di vetro
rincalzate su un letto di luce boreale
nuovi spazi lisergici senza impronte
cicatrizzano antiche architetture
lampi obliqui sgranano diafane gigantografie
summer by kenzo sisley dior
presagi di figure scorrono come fotogrammi
tra alberi fucsia e fiori blu neon
vite ordinarie di fragili talee
corpi perforati da legami privi di spazio
.
take a walk on the wild side
ora Lou Reed è solo un sussurro

la vita scorre come sabbia
tra le dita allargate di una mano
non più scrittura piana silenziosa
ma delta su laguna impermanente
.
rivoli sgretolati di illusioni
cocci frammenti
vetrose schegge di bottiglie
su muraglie sospese nella mente
.
la pioggia si è interrotta
all'improvviso
solo una palma lieve gocciolante
ha la visione chiara dell'essenza

.
mimetici ricordi s'innestano a segmenti
su rami d'altre vite
alienate radici antiche forme amiche
.
profili discrepanti di anoressia affettiva
epidermici amori
fraintendimenti ingenui sottratti di materia
.
hai gesti amplificati come onde frastagliate
che annegano in silenzio
nel filtro a maglie larghe di riti quotidiani
.
ritrovi l'eleganza di foglie trasparenti
che il vento muove appena
un semplice esercizio di libertà emotiva

.
pioppi betulle giardini d’acqua
muschiose rocce ordinate
alghe vetrose verdesfumate
note acide petali stemperati di vaniglia
schegge impalpabili di sogni
lucevento filtrata sul risveglio
membrane di pareti pelle sottile
danza spalmando movimenti
spazio azzurro continuo
frammenti di tessuto
perline ricami messicani
foto ammucchiate diari di viaggi
ti riconosci anarchica ossessiva
una voglia di bianco
che sfuma in dissolvenza
nel silenzio di luce di una magnolia al sole
la tua tabula rasa
Starò via un po' di tempo dal blog, per impegni che non mi permetteranno di aggiornarlo. Non ho avuto tempo questa settimana di comporre, però, rovistando tra le carte, ho trovato una poesia scritta ai tempi di Meltemi e, chissà perchè, mai pubblicata sul blog. Anche in omaggio al multiblog di Odilia ho deciso di postarla su Volobliquo, perciò per leggerla dovete cliccare qui. Un carissimo saluto alle amiche ed agli amici blogger. A presto. Alain

.
l'invisibile filo di una musica lounge
tesse la trama di un tessuto
che avvolge i tuoi gesti misurati
.
la città si libera delle ombre e delle illusioni
trasformate in vuote architetture
dalla luce del mattino che s'impone
.
nel cielo poche nuvole
lucide e scure come ardesia
sovrastano pensieri spenti come neon esauriti
.
è tempo di riprendere il nostro viaggio
nell'azzurro di un vento leggero
al di là di ogni spazio conosciuto

.
è il silenzio a svegliarmi
dopo il brusìo sottile della pioggia
.
sui vetri le gocce sono scaglie iridescenti
disegnano spirali senza fine
.
la stanza s’apre nell’azzurro del cielo
una nuvola sola nello spazio
.
dorme su un bicchiere di cristallo
come una magica scena di Magritte
.
del brusìo rimane solo un’eco nella mente
un tessuto sdrucito di figure sbiadite
.
mi abbandono alla brezza calda del cielo
per ritrovare l’intelligenza del nulla

Già primavera a piazza di Spagna;
le ragazze hanno smesso i vestiti invernali,
siedono a gruppi, su pietre lucenti;
la chiesa dei Monti è nascosta da icone moderne:
un giovane e un cane, virati d'azzurro;
tratteggia profili di case un vecchio signore,
seduto sul lucido marmo della Barcaccia;
immobile, poco lontano, una giovane donna,
vestita di rosa, telefona fuori dal mondo.
Eppure s'insinua un'ansia sottile,
nello spazio sospeso del chiaro mattino:
era solo una sete dell'aria
questa pioggia leggera che, improvvisa, svanisce?

solo fermarti
e sulla pelle udire come una risacca
il lento respirare della sabbia poi
.
l'ipnotico rifrangersi di un mantra
su larghe e parallele onde del mare
.
non ti resta che assistere in silenzio
al frantumarsi calmo delle scorie
sospese come attese nella mente
.
ed arginar l’angoscia che si fa dettaglio
di un amore ossidato dall’incuria
.
che non merita linfa di poesia

le mie palpebre filtrano i primi raggi
di sole ha la forma del sogno
quest’alba con te
.
la tua immagine di principessa in bianco
svanisce nella segrete intimità
di un leggiadro chiffon dai liquidi cristalli
.
scivolo lentamente lungo il piano inclinato
della mia consapevolezza si perde il mio sguardo
nel vortice della tua nuda trasparenza
.
frammenti di cielo di mare
e di terra sulla tua pelle solo sensuali intese
sul tuo viso risolte a zone d'ombra
.
tu sei con me
morbida e arrendevole sotto le mie mani
baciami a lungo amore mio

.
i rami dei platani s’aggrovigliano
senza linfa
in geometrie inusuali
tra i pallidi pigmenti
di un sole impermanente
.
respira il fiume
eleganti graffiti
vetrose evanescenze
al ritmo increspato
di un vento tagliente
.
mi abbandono a derive sgranate
ordinate dal tempo
tutto mi appare indefinito
come una vita condensata
in un solo fotogramma
.

.
lacera il velo di nuove prospettive
la nostra pelle avvolta
in ombre azzurre di timidi pudori
.
lenta ti muovi come un rito antico
languidi gesti
tra ritrovate linee di liquido piacere
.
è una musica ardita
solo un nudo fraseggio di affannati respiri
un armonico giro di indomate passioni

rigidi manichini in simmetrie sfalsate
tracciano ardite prospettive
nel lampo innaturale di futili vetrine
.
forme ovali di teste rarefatte
lattescenti visioni
gli occhi solo orbite scavate
.
acefali tailleur obliqui simulacri
metafisici sogni
di eleganti astrazioni
.
serici involucri in serie limitata
sospesi in cieli gialli
tra nuvole sfrangiate di un rosso veneziano
.
volti neutrali senza linfa
tra corpi traslucenti senza testa
tra corpi di una pelle senza corpo
.
svela crudeli intimità di stragi senza tempo
questa domenica d’inverno
a via Condotti

.
l’inverno brinato mi coglie nelle mie debolezze
fa riaffiorare sentimenti increspati
li avvolgo con un leggero velo di disincanto
.
la mia pelle riflette una luce pallida
azzurrata
ha una calma innaturale
come il tuo vestito asimmetrico
intarsiato di colori a contrasto
che illanguidisce sul parquet
.
non mi disturba questa realtà sfocata
fodera la mia enclave privata
senza contaminarla

.
lame di luce asimmetriche
incidono il nero antracite
di una notte avara di sguardi
.
le mie pupille catturano
schegge luminose
slabbrate nel gelo metropolitano
.
amplificano uno spazio contaminato
calato in una platea deserta
tra stelle cristallizzate
.
tu sei un suadente ologramma
di brillante trasparenza
un'epidermide inerte codificata
.
le mie mani si avvicinano
al tuo volto virtuale
ricomposto in un perfetto make-up
.
affondano senza contatto alcuno
si ritirano nude glaciali
in un’estrema illusione d’amore

.
è un tempo avaro di dolcezza fragile
il vento muove foglie ingiallite
ne assaporo l’amaro fruscìo
.
ascolto Every curl of your beard di Nyman
solo un minuto e quaranta premo il tasto repeat
una dolce melodia rimargina edonistiche ferite
nessuna sbavatura sulla mia pelle
.
zone di respiro dilagano in rilassate sospensioni
lascio cadere epidermiche maschere
ombrosi paesaggi disegnati dalla quotidianità
.
mi muovo all’angolo estremo delle mie percezioni
in un mondo di chiara semplicità
dove le parole nitide
rivelano il lato azzurro delle cose
.
non ho mai avuto tanto bisogno di alberi
e di silenzio come adesso

il tuo ricordo è un petalo iridato
fatto d’incanto un soffice respiro
.
lascia filtrare un’assonnata luce
sospesa come nebbia all’orizzonte
.
delinea prospettive regolari
minimale design disincantato
.
giardini dalla metrica scandita
un ritmo calligrafico sensuale
.
l’afferro ma svanisce
come sogno leggero evanescente
.
e rimane nell’aria e sulla pelle
il morbido sapore dell’amore

.
aprono ampie parentesi
le onde sfrangiate
di questo mare invernale
.
trasparenze intriganti
come la seta screziata di verde
che drappeggia il tuo corpo
.
si frantumano in segmenti vetrosi
come sciame impazzito
di eleganti astrazioni
.
ne raccolgo un frammento iridato
docilmente si stende
virando in riflessi muschiati
.
si espande ordinato dall’aria
ricade come un dolce sospiro
risuona il colore dell’acqua
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. scivolo in uno spazio nudo senza codici di accesso senza arredi di pensieri uno spazio delicato liquefa colori aderenti labirintiche trame di raggi iridescenti uno spazio disegnato a spirale si stende trasparente cattura orizzonti di respiri suadenti scivolo nel non fare del tuo morbido spazio esigo seduttivo un credito d’amore |
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. cedo alla stanchezza di una stagione fredda distratta da riti oziosi ossessivi dilata spazi sottili di deserti urbani (sontuose quinte di vuoto aristocratico rivelano miraggi seduttivi) si accartocciano asfittiche senza cromatismi di dolcezza diacroniche visioni di ambiguo narcisismo è una stanchezza che ha nostalgia d’estate di liquide note regolari accentate da un sole palpitante risvegliano sopiti motivi d’amore fragili emozioni trasparenti come ali di farfalla |
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. come nuda conchiglia sospesa nel silenzio appari in primo piano circondata di spleen . ascolto un vento nuovo nell’autunno avanzato annulla la distanza fino ad intersecarci ti sciolgo ombrosi nodi in gocce luminose cadono sul parquet s’annullano all’istante . ri-costruisco spazi con nuove architetture incrociando percorsi a contrapposte tinte ti arrendi ricomposta da rinate energie tracci curve suadenti trasgressivi respiri . apri linee rosate di umidori diffusi sei una trappola uggiosa di intrigante malizia
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. s’allunga dolcemente il fragile mattino tra calde strategie di geometriche attese e musica chill-out
mi appari satinata un viso definito da pixel multistrato qualche dettaglio solo miniato a effetto d’ombra
ti rintani negli angoli di tempi atemporali chiudi gli occhi fluttuando tra bagliori sensuali
ho voglia di fermarmi e nell’aria sfumare connessioni confuse (segmentati pensieri) ho voglia di spogliarmi e vestirmi di te |