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. come nuda conchiglia sospesa nel silenzio appari in primo piano circondata di spleen . ascolto un vento nuovo nell’autunno avanzato annulla la distanza fino ad intersecarci ti sciolgo ombrosi nodi in gocce luminose cadono sul parquet s’annullano all’istante . ri-costruisco spazi con nuove architetture incrociando percorsi a contrapposte tinte ti arrendi ricomposta da rinate energie tracci curve suadenti trasgressivi respiri . apri linee rosate di umidori diffusi sei una trappola uggiosa di intrigante malizia
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. s’allunga dolcemente il fragile mattino tra calde strategie di geometriche attese e musica chill-out
mi appari satinata un viso definito da pixel multistrato qualche dettaglio solo miniato a effetto d’ombra
ti rintani negli angoli di tempi atemporali chiudi gli occhi fluttuando tra bagliori sensuali
ho voglia di fermarmi e nell’aria sfumare connessioni confuse (segmentati pensieri) ho voglia di spogliarmi e vestirmi di te |
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. sotto un'arida longuette le tue calze stampate a foglie e fiori colorati attirano sguardi sgranati come una vecchia foto ingrandita indefinita
occhi curiosi di affrettate ombre dilatate ti avvolgono con una pellicola di cellophane aderente come una seconda pelle
(fantasie dissonanti senza limiti di rossi desideri confusi come i tuoi pensieri lacerati da spinte contrapposte fino a frantumarsi in intenzioni evanescenti)
i tuoi passi tracciano segni irregolari incidono quest’isola urbana costruita su un letto di sentimenti scaduti in assoluto contrasto cromatico
osservo la tua immagine virtuale riflessa nelle liquide vetrine di ipnotiche boutique rimandano lucidi frammenti del tuo volto che scompare in lenta dissolvenza
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Le tue dolci parole si staccano ondeggiando come foglie autunnali, sfumate nei colori dei gialli e degli aranci, venate solo a tratti di un verde senza vita; implori seduttiva la traccia di un sentiero, dalle mie labbra sgorga: è un nastro trasparente, si srotola a segmenti, muore nell’aria ostile come un sospiro breve; delle parole tue solo un profumo resta, evapora a spirali, vibra, mi acceca come d’estate un lampo, che sulle mie pupille scarnifica pietoso un tatuaggio d'amore.
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