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lame di luce asimmetriche
incidono il nero antracite
di una notte avara di sguardi
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le mie pupille catturano
schegge luminose
slabbrate nel gelo metropolitano
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amplificano uno spazio contaminato
calato in una platea deserta
tra stelle cristallizzate
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tu sei un suadente ologramma
di brillante trasparenza
un'epidermide inerte codificata
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le mie mani si avvicinano
al tuo volto virtuale
ricomposto in un perfetto make-up
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affondano senza contatto alcuno
si ritirano nude glaciali
in un’estrema illusione d’amore

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è un tempo avaro di dolcezza fragile
il vento muove foglie ingiallite
ne assaporo l’amaro fruscìo
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ascolto Every curl of your beard di Nyman
solo un minuto e quaranta premo il tasto repeat
una dolce melodia rimargina edonistiche ferite
nessuna sbavatura sulla mia pelle
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zone di respiro dilagano in rilassate sospensioni
lascio cadere epidermiche maschere
ombrosi paesaggi disegnati dalla quotidianità
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mi muovo all’angolo estremo delle mie percezioni
in un mondo di chiara semplicità
dove le parole nitide
rivelano il lato azzurro delle cose
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non ho mai avuto tanto bisogno di alberi
e di silenzio come adesso

il tuo ricordo è un petalo iridato
fatto d’incanto un soffice respiro
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lascia filtrare un’assonnata luce
sospesa come nebbia all’orizzonte
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delinea prospettive regolari
minimale design disincantato
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giardini dalla metrica scandita
un ritmo calligrafico sensuale
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l’afferro ma svanisce
come sogno leggero evanescente
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e rimane nell’aria e sulla pelle
il morbido sapore dell’amore

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aprono ampie parentesi
le onde sfrangiate
di questo mare invernale
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trasparenze intriganti
come la seta screziata di verde
che drappeggia il tuo corpo
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si frantumano in segmenti vetrosi
come sciame impazzito
di eleganti astrazioni
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ne raccolgo un frammento iridato
docilmente si stende
virando in riflessi muschiati
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si espande ordinato dall’aria
ricade come un dolce sospiro
risuona il colore dell’acqua
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. scivolo in uno spazio nudo senza codici di accesso senza arredi di pensieri uno spazio delicato liquefa colori aderenti labirintiche trame di raggi iridescenti uno spazio disegnato a spirale si stende trasparente cattura orizzonti di respiri suadenti scivolo nel non fare del tuo morbido spazio esigo seduttivo un credito d’amore |
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. cedo alla stanchezza di una stagione fredda distratta da riti oziosi ossessivi dilata spazi sottili di deserti urbani (sontuose quinte di vuoto aristocratico rivelano miraggi seduttivi) si accartocciano asfittiche senza cromatismi di dolcezza diacroniche visioni di ambiguo narcisismo è una stanchezza che ha nostalgia d’estate di liquide note regolari accentate da un sole palpitante risvegliano sopiti motivi d’amore fragili emozioni trasparenti come ali di farfalla |