
.
è il silenzio a svegliarmi
dopo il brusìo sottile della pioggia
.
sui vetri le gocce sono scaglie iridescenti
disegnano spirali senza fine
.
la stanza s’apre nell’azzurro del cielo
una nuvola sola nello spazio
.
dorme su un bicchiere di cristallo
come una magica scena di Magritte
.
del brusìo rimane solo un’eco nella mente
un tessuto sdrucito di figure sbiadite
.
mi abbandono alla brezza calda del cielo
per ritrovare l’intelligenza del nulla

Già primavera a piazza di Spagna;
le ragazze hanno smesso i vestiti invernali,
siedono a gruppi, su pietre lucenti;
la chiesa dei Monti è nascosta da icone moderne:
un giovane e un cane, virati d'azzurro;
tratteggia profili di case un vecchio signore,
seduto sul lucido marmo della Barcaccia;
immobile, poco lontano, una giovane donna,
vestita di rosa, telefona fuori dal mondo.
Eppure s'insinua un'ansia sottile,
nello spazio sospeso del chiaro mattino:
era solo una sete dell'aria
questa pioggia leggera che, improvvisa, svanisce?

solo fermarti
e sulla pelle udire come una risacca
il lento respirare della sabbia poi
.
l'ipnotico rifrangersi di un mantra
su larghe e parallele onde del mare
.
non ti resta che assistere in silenzio
al frantumarsi calmo delle scorie
sospese come attese nella mente
.
ed arginar l’angoscia che si fa dettaglio
di un amore ossidato dall’incuria
.
che non merita linfa di poesia

le mie palpebre filtrano i primi raggi
di sole ha la forma del sogno
quest’alba con te
.
la tua immagine di principessa in bianco
svanisce nella segrete intimità
di un leggiadro chiffon dai liquidi cristalli
.
scivolo lentamente lungo il piano inclinato
della mia consapevolezza si perde il mio sguardo
nel vortice della tua nuda trasparenza
.
frammenti di cielo di mare
e di terra sulla tua pelle solo sensuali intese
sul tuo viso risolte a zone d'ombra
.
tu sei con me
morbida e arrendevole sotto le mie mani
baciami a lungo amore mio